{"id":1867,"date":"2024-12-04T12:58:20","date_gmt":"2024-12-04T11:58:20","guid":{"rendered":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/?p=1867"},"modified":"2024-12-04T15:24:49","modified_gmt":"2024-12-04T14:24:49","slug":"gemelli-schenatti-il-rugby-come-seconda-pelle-un-premio-alla-loro-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/2024\/12\/04\/gemelli-schenatti-il-rugby-come-seconda-pelle-un-premio-alla-loro-storia\/","title":{"rendered":"Gemelli Schenatti, il rugby come seconda pelle: un premio alla loro storia"},"content":{"rendered":"\n\n\n\r\n<p>Quest\u2019anno il premio \u201cLo Sportivo Sondriese\u201d riconosce due protagonisti indiscussi del rugby valtellinese: <strong>Luca e Marco Schenatti<\/strong>. Assegnato ogni anno da oltre trent&#8217;anni non solo ad atleti, ma anche a figure di spicco dello sport, questo premio ha trovato nei fratelli Schenatti dei candidati perfetti. Una scelta che rende omaggio a due carriere intrecciate e a due uomini che hanno saputo incarnare i valori del rugby, dentro e fuori dal campo. A proporre la loro candidatura \u00e8 stato <strong>Paolo Valenti<\/strong>, storico giornalista sportivo valtellinese, la cui profonda conoscenza e obiettivit\u00e0 sono da sempre apprezzate dal club. Non a caso, Valenti ha una panchina a bordo campo a lui dedicata, dove annota con precisione i momenti chiave delle partite.<\/p>\r\n\n<p>Davanti al sindaco di Sondrio <strong>Marco Scaramellini<\/strong>, la commissione composta dall\u2019assessore allo sport <strong>Michele Diasio<\/strong>, dalla presidente della Quarta Commissione <strong>Cristina Maspes<\/strong> e dai giornalisti sportivi locali, ha motivato cos\u00ec la scelta:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Al di l\u00e0 delle incredibili statistiche, in questi anni Luca e Marco hanno dato prova costante di grande attaccamento alla squadra, mancando agli allenamenti solo per infortuni pi\u00f9 o meno seri, inevitabili in uno sport di contatto come la pallovale. In campo, poi, hanno sempre dimostrato correttezza e sportivit\u00e0<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>Nati nel 1986, Marco e Luca hanno iniziato a giocare a rugby a 12 anni, grazie all&#8217;invito di un compagno di classe. Fino ad allora, il calcio era stato il loro sport, ma non trovando spazio in squadra, hanno deciso di provare qualcosa di nuovo. Dopo le prime esperienze tra Delebio e Sondalo, a 15 anni arrivano a Sondrio, dove inizia un\u2019avventura che non si \u00e8 mai interrotta. Il loro debutto in prima squadra avviene il 10 ottobre 2004, con l\u2019esordio in trasferta contro il Rho, seguito da una partita, una settimana dopo, davanti al pubblico di casa contro il Lecco.<br>Oggi, a 38 anni, i gemelli continuano a calcare i campi del campionato di Serie B, dimostrando una costanza impressionante. Con venti stagioni alle spalle, di cui cinque in Serie C e quindici in Serie B, sono diventati un punto di riferimento per il Sondrio Rugby. Dal 2005, infatti, solo in due occasioni non compare il nome Schenatti nelle liste gara del campionato di serie B.<\/p>\n<p>Marco, mediano di mischia, e Luca, mediano d\u2019apertura, ricoprono ruoli complementari che riflettono anche in campo la loro stretta vicinanza. Marco \u00e8 il tenace, Luca l\u2019estroso, dicono l\u2019uno dell\u2019altro. Una descrizione che trova conferma nelle parole del loro storico allenatore, <strong>Jimmy Grillotti:<\/strong> \u201c<em>Marco \u00e8 forte, ma Luca riesce a sorprenderti con cose che non ti aspetti. <\/em><br>Due caratteri diversi, ma perfettamente equilibrati. In loro convivono timidezza, disciplina e umorismo, uniti da una complicit\u00e0 fatta di scherzi e stuzzicate, tipica di chi condivide molto pi\u00f9 di una maglia. Luca descrive Marco come il <em>&#8220;fratello maggiore\u201d, <\/em>mentre Marco risponde con una battuta: <em>\u201cChiedi a mia mamma!\u201d<\/em> e aggiunge: <em>\u201cIo sono il braccio, lui la mente.&#8221;<\/em><br>E alla domanda: <em>\u201cQuando smetti di giocare\u201d\u2019<\/em> rispondono all\u2019unisono: <em>\u201cFino a quando mi diverto.\u201d&nbsp;<\/em>Marco, con il suo spirito ironico, aggiunge: <em>\u201cSperando che cambino il regolamento e si possa giocare anche dopo i 42 anni!\u201d<br><br><\/em><\/p>\n\n<p><br>Tra i ricordi positivi, Luca cita le 3 promozioni conquistate con la squadra: <em>\u201cOgni promozione ha un sapore unico, legato a epoche e compagni diversi. La bellezza degli sport di squadra sta nel condividere un obiettivo comune e vivere le gioie insieme.\u201d<\/em> Marco, invece, parla della maglia del Sondrio Rugby, definendola una <em>\u201cseconda pelle\u201d<\/em> e sperando di essere per i pi\u00f9 giovani il punto di riferimento che i veterani sono stati per lui. Luca aggiunge <em>\u201canche questo riconoscimento personale \u00e8 per me motivo di grande soddisfazione.\u201d<\/em>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante le soddisfazioni, non sono mancati i momenti difficili. Entrambi citano con commozione la scomparsa di Jimmy Grillotti, loro allenatore dai 15 anni, scomparso tragicamente prima di poter tornare a guidarli. Alla domanda su cosa abbia segnato di pi\u00f9 la loro carriera, Luca risponde semplicemente: <em>\u201cLa scomparsa di Jimmy.\u201d<\/em> Quando gli viene chiesto se voglia aggiungere altro, la sua risposta \u00e8 un gentile <em>\u201cno\u201d<\/em>. Un dolore che non ha bisogno di ulteriori parole, ma che parla della profondit\u00e0 del legame con chi ha avuto un ruolo fondamentale nella loro crescita.&nbsp;<\/p>\n\r\n<p>Il rugby per i gemelli Schenatti \u00e8 una questione di famiglia, tanto che anche il padre Fabio ha pagato lo scotto della loro passione. <i>\u201cProvando le touche sul divano di casa, pap\u00e0 si \u00e8 ritrovato con una piastra, 6 viti e due operazioni alla caviglia,\u201d<\/i> racconta Luca divertito. Un\u2019altra memoria indelebile riguarda le VHS delle partite, registrate da <strong>Mauro Ortelli<\/strong> da un canale francese. <i>\u201cNon c\u2019era rugby in TV in Italia, ma quelle cassette le consumavamo a forza di riguardarle.\u201d<\/i><\/p>\r\n\n<p><strong>Il commento dei dirigenti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luciano Gorla<\/strong>, direttore sportivo del Sondrio Rugby, che ricevette lo stesso premio nel 2017, esprime profonda stima per i gemelli:<\/p>\n<p><em>&#8220;Era il 2004 quando ho avuto il piacere di conoscere Luca e Marco. Erano due ragazzetti curiosi di imparare e di lavorare sodo per crescere, sia fisicamente che tecnicamente. Con umilt\u00e0 e dedizione, sono stati silenziosi esempi per tanti ragazzi che hanno calcato il campo del Sondrio Rugby. Questo premio \u00e8 meritatissimo.&#8221;<\/em><\/p>\n\r\n<p><b>Alfio Sciaresa,<\/b> presidente del Sondrio Rugby, valorizza la loro dedizione e il loro spirito:<br \/><em>&#8220;Credo che il premio ai gemelli Schenatti rappresenti lo spirito pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 elevato dello sport. Dopo anni di vittorie e sconfitte, di successi e delusioni, sono ancora presenti a tutti gli allenamenti e pronti a guidare le nuove generazioni. Li ringrazio per quello che hanno fatto per il nostro club e auguro loro grandi soddisfazioni in questa fase finale della loro carriera. Io li ringrazio profondamente per quello che hanno fatto per la societ\u00e0 che rappresento e per lo sport valtellinese, mi scuso per non aver dato loro la possibilit\u00e0 di giocare in un campionato all\u2019altezza delle loro qualit\u00e0.\u201d<\/em><\/p>\r\n\n\r\n<p><strong>Antonio Zanichelli<\/strong>, attuale allenatore della squadra, sottolinea la professionalit\u00e0 dei fratelli:<br \/><em>&#8220;Ho avuto modo di lavorare con loro solo da pochi mesi, ma posso gi\u00e0 riconoscere in Luca e Marco una grande passione per il rugby, un&#8217;eccezionale abnegazione per il lavoro e un atteggiamento estremamente professionale.&#8221;<\/em><\/p>\r\n\n\r\n<p><strong>Il commento dei compagni di squadra<\/strong><\/p>\r\n\n\r\n<p><b>Giovanni Grillotti,<\/b> li considera modelli da seguire:\u2028<br \/><i>&#8220;Fin da piccolo li guardavo come esempi da imitare. La prima volta che ho giocato con loro \u00e8 stato un piccolo sogno che si realizzava. Ancora oggi, ogni partita con loro \u00e8 motivo di orgoglio.&#8221;<\/i><\/p>\r\n\n\r\n<p><b>Sole Simone<\/b>, coetaneo, sottolinea la loro costanza:<br \/><i>&#8220;Conosco Marco e Luca da quando avevamo tredici anni. Sono stati sempre esempi di sacrificio e dedizione. Nonostante l\u2019et\u00e0, il loro spirito di sacrificio \u00e8 rimasto immutato, e la loro amicizia \u00e8 qualcosa di prezioso per me.&#8221;<\/i><\/p>\r\n\n\r\n<p><b>Francesco Moretti<\/b>, ne evidenzia il ruolo fondamentale:\u2028<i>&#8220;Sono i pilastri del Sondrio Rugby. Determinati, intelligenti e rispettati da tutti, dentro e fuori dal campo. \u00c8 un privilegio averli come compagni e amici.&#8221; <\/i><\/p>\r\n\n<p><strong>Pietro Ciapponi<\/strong>, capitano, ricorda con affetto i primi incontri:\u2028<em>&#8220;Li ho conosciuti da ragazzino, quando si impegnavano per aiutare i pi\u00f9 giovani. Oggi, dopo anni di partite insieme, sono ancora un esempio: poche parole e tanti fatti. Simboli dello sport sondriese.&#8221;<\/em><\/p>\n\r\n<p><b>Giuliano Volont\u00e8<\/b>, vice capitano, li definisce un ponte tra passato e futuro:\u2028<i>&#8220;In quindici anni, mentre tutto cambiava, loro sono rimasti. Sono l\u2019essenza dei valori del rugby: famiglia, rispetto, umilt\u00e0 e lealt\u00e0. Grazie, gemelli, per tutto quello che avete fatto e farete.&#8221;<\/i>\u00a0<\/p>\r\n\n\r\n<p><strong>Pietro Mazza<\/strong>, apprezza la loro leadership silenziosa:\u2028<i>&#8220;Sono un collante tra generazioni di giocatori. Sempre pronti a farsi da parte per i giovani o a prendere le responsabilit\u00e0 necessarie. Sono leader silenziosi che insegnano con l\u2019esempio. Grazie per tutto il tempo passato insieme e per quello che ancora arriver\u00e0.&#8221;<\/i><\/p>\r\n\n\r\n<p>I gemelli Schenatti incarnano dedizione, passione e quella forza silenziosa che rende speciale il rugby. Per il Sondrio Rugby e per tutto lo sport valtellinese, rappresentano un esempio da seguire, dentro e fuori dal campo. Se il premio \u201cLo Sportivo Sondriese\u201d doveva andare a qualcuno, nessuno pi\u00f9 di loro lo meritava. Come sul campo, anche questa volta hanno fatto meta: una meta tutta loro, pi\u00f9 che meritata.<\/p>\r\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1881,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"class_list":["post-1867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1867"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1890,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1867\/revisions\/1890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sondriorugby.com\/wp1\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}